Nove cose da sapere e non dimenticare mai sull’allattamento al seno

  1. Il latte materno è, da solo, l’unico alimento di cui un neonato ha bisogno nei primi 6 mesi di vita. Generalmente in questo periodo il neonato non necessita di atri cibi o bevande e nemmeno dell’acqua, che potrebbe anzi rivelarsi dannosa per la presenza di microbi.
  2. Dal sesto mese di vita in poi, il bambino ha bisogno di alimenti complementari. Tuttavia l’allattamento al seno dovrebbe continuare fino ai due anni.
  3. I neonati dovrebbero stare accanto alla madre ed essere allattati al seno entro un’ora dalla nascita.
  4. L’allattamento frequente al seno favorisce la produzione di latte; al contrario, riducendo la frequenza delle poppate la produzione di latte diminuisce.
  5. L’allattamento artificiale può essere causa di malattie. Nei casi in cui una donna non possa allattare al seno il neonato, dovrebbe somministrargli del latte materno o un suo surrogato con una tazza ben pulita.
  6. Ai bambini allattati al seno non bisogna dare tettarelle e biberon, in quanto riducono la capacità di suzione del neonato e di conseguenza lo stimolo alla produzione di latte nella madre.
  7. L’allattamento al seno protegge i neonati e i bambini da malattie pericolose. Inoltre, favorisce uno speciale legame fisiologico e affettivo tra madre e figlio.
  8. L’esclusivo allattamento al seno conferisce alla donna oltre il 98% di protezione da un’altra gravidanza per i sei mesi successivi al parto, poiché l’allattamento quotidiano ritarda il ritorno del ciclo mestruale.
  9. Esiste il concreto rischio che una donna affetta dal virus HIV possa trasmettere l’infezione al proprio neonato tramite l’allattamento al seno. Le donne sieropositive o che sospettano di esserlo dovrebbero consultare un operatore sanitario per farsi visitare e consigliare sul modo di ridurre il rischio di trasmettere l’infezione.
Fonte: "L'allattamento al seno: protezione, incoraggiamento e sostegno" - Dichiarazione congiunta OMS/UNICEF, OMS, Ginevra 1989