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Allattamento materno: miti da sfatare!

Spesso, quando si parla di allattamento materno, dei suoi vantaggi e dei suoi benefici oggi innegabili, ancora ci si scontra con una serie di pregiudizi che impediscono la sua completa diffusione e pratica.

Si tratta di un complesso di regole e credenze riguardanti la donna che allatta, che si sono sviluppate nel corso dei secoli e sono giunte fino ai nostri giorni, ma soprattutto che non hanno alcun fondamento scientifico.

Se in tempi passati, questo insieme di regole poteva trovare un fondamento nelle condizioni igieniche e di vita della donna, oggi non ha più alcun significato. Vediamone alcune qui di seguito e sfatiamole una volta per tutte:

Non serve che:

  • La donna rinunci all’uso del latte dei primi giorni (il colostro), che è preziosissimo per la ricchezza di anticorpi ed è più che adeguato alle necessità nutritive del neonato.
  • La donna s’imponga una certa dieta. Basta che segua a tavola il suo appetito. Nessun alimento particolare è proibito, ma vale la raccomandazione generale di essere moderate nelle quantità e di variare i cibi. Qualora la madre individui un rapporto tra il consumo di certi cibi e determinati disturbi del bambino, potrà allora decidere di eliminare uno o più cibi dalla sua dieta.
    Siccome le diete vegetariane strette portano una carenza della vitamina B12, questa andrà assunta dalla madre vegetariana con integratori alimentari specifici.
  • La mamma s’imponga di bere un certo volume di liquidi (magari come tisane) con l’obiettivo di fare più latte, perché la sua produzione non dipende da quanto si beve, ma dalla stimolazione del seno materno da parte del bambino.
  • La mamma si astenga da attività sportive, perché è ormai ben noto che queste, se moderate, aumentano la produzione di latte, senza modificarne la composizione e la crescita del bambino.
  • La donna segua rituali igienici di pulizia del seno e del capezzolo prima e dopo della poppata, perché basta la pulizia quotidiana del corpo, l’allattamento al seno, infatti protegge il bambino dall’esposizione eventuale a germi patogeni.
  • La mamma sospenda l’allattamento per una febbre, un’influenza, un’infezione; in questi casi non esiste controindicazione ad allattare, perché il latte materno non rappresenta la via di contagio. Se il bambino dovesse ammalarsi dello stesso disturbo, il latte materno può aiutare il piccolo a guarire.

In conclusione, l’allattamento al seno è compatibile con uno stile di vita dinamico, moderno, che preveda anche la cura del corpo e una regolare attività fisica.

Il fumo di sigarette può ridurre la produzione di latte. Il fumo passivo inoltre risulta, senza alcun dubbio, dannoso per il bambino che lo respira.

Fonte: Ministero della Salute – Allattamento al seno – Opuscolo “Quando nasce un bambino” (sezione a cura del Dott. Riccardo Davanzo IRCCS – Ospedale Bruno Garofalo, Trieste).