La rinite gravidica: sintomi e cure

Cos’è la rinite gravidica? 

La rinite gravidica è una patologia che colpisce il 60% delle donne in dolce attesa. 

È dovuta al forte squilibrio ormonale tipico della gravidanza; è stata infatti riscontrata una maggiore recettività degli estrogeni e del progesterone nella mucosa nasale delle donne incinte. 

Questa diversa concentrazione di ormoni sessuali ha l’effetto di aumentare significativamente la vascolarizzazione delle secrezioni ghiandolari. 

Di conseguenza, questo crea una stimolazione continua della mucosa nasale, che causa i tipici sintomi della rinite. Questa patologia nel 90% dei casi sparisce dopo il parto, e solo in rari casi rimane e si cronicizza. 

Quali sono i sintomi? 

I sintomi della rinite gravidica non si discostano poi tanto da quelli di un comune raffreddore: l’ostruzione respiratoria in primis, dovuta all’aumento delle dimensioni dei turbinati, ovvero i passaggi dell’aria deputati alla sua depurazione. 

La mucorrea è un altro sintomo tipico della rinite: il cosiddetto “flusso di muco” è dovuto all’aumento del numero delle ghiandole che lo producono. 

 Altri sintomi sono la ipoosmia, cioè la riduzione della capacità di percepire gli odori, la rinolalia (voce nasale), gli starnuti, il prurito e i dolori

Come combatterla? 

Il problema principale della rinite gravidica, è che trovandosi in un momento così delicato come la gravidanza, non si può trattare con i farmaci. 

In passato, gli otorini consigliavano un periodo di cure termali, che, oltre ad essere sconsigliate prima del terzo trimestre e dopo il settimo mese, sono sempre meno fattibili a causa del tempo che richiedono e della lontananza dalle grandi città. Un valido aiuto è rappresentato dai lavaggi nasali con la soluzione fisiologica, non pericolosa e utile per avere un po’ di sollievo.

Se si vuole migliorare la congestione nasale inoltre, sono indicate le nebulizzazioni di acido ialuronico

Questa sostanza infatti, ha un’azione antiinfiammatoria e fortificante, che agisce sulla mucosa nasale e la rende più resistente. Inoltre, non ha alcuna controindicazione per la gravidanza. 

Si assume tramite uno strumento specifico, la cosiddetta “doccetta nasale”, che nebulizza l’acido ialuronico in particelle di dimensioni tali da consentirne l’assorbimento nelle vie respiratorie interessate. I

Interventi chirurgici 

Esistono anche delle forme gravi di rinite gravidica (che fortunatamente si presentano nel 10% dei casi) tali da richiedere un intervento chirurgico. 

Gli interventi richiesti più frequentemente sono: 

  • Decongestione della sottomucosa: la tecnica meno invasiva, che consiste nello svuotamento dei turbinati. Richiede un’anestesia generale e il tamponamento nasale. 
  • Turbinectomia parziale: asportazione di una parte dei turbinati nasali, e prevede anch’essa un ricovero di 2-3 giorni e l’anestesia totale. 
  • La laser-chirurgia: è di gran lunga la più soft. Si utilizza il calore del laser per vaporizzare lo spessore dei turbinati, conservando la loro funzione di filtri, e si lascia integra la mucosa. L’operazione è molto breve e viene effettuata solo una leggera anestesia locale, non richiede ricovero e il tutto avviene ambulatorialmente. 

 

FONTE: SISMER, AOGOI