Parliamo di gemelli...

La gravidanza gemellare è un evento molto raro, con un’incidenza dell’1-2% sul totale, che può dipendere da diversi fattori come ad esempio l’età avanzata della madre, l’ereditarietà o la fecondazione assistita.

I gemelli possono essere di due tipi:

  • OMOZIGOTI, cioè derivati da un’unica cellula-uovo fecondata da un unico spermatozoo; questo tipo di gemelli sono i più studiati in quanto presentano le stesse caratteristiche somatiche e quindi lo stesso patrimonio genetico.
  • ETEROZIGOTI, i più comuni, in cui due cellule-uovo sono state fecondate da due diversi spermatozoi. Praticamente sono due fratelli nati contemporaneamente, che non condividono né le caratteristiche somatiche né quelle genetiche.

Occorre sapere che tipo di gemelli si avranno, perché le gravidanze di gemelli omozigoti e quelle di gemelli eterozigoti devono seguire un diverso percorso assistenziale.

  • Se la gravidanza è BICORIALE, quindi i gemelli derivano da due diverse cellule, i rischi saranno pressoché gli stessi di una gravidanza singola, ad eccezione di un moderato aumento del rischio di partorire pretermine.
  • Al contrario, in caso di gravidanza MONOCORIALE, è possibile riscontrare una serie di complicanze che richiedono una vigilanza più marcata.

Ma quali sono le raccomandazioni che si devono adottare per far sì che anche la gravidanza gemellare vada nel migliore dei modi?

Prima di tutto, bisogna scoprire il prima possibile se esiste una membrana che separa i due sacchi amniotici (in questo caso di tratta di gravidanza monocoriale biamniotica) o se i gemelli sono nello stesso sacco (gravidanza monocoriale monoamniotica).
Questo è possibile solo nel primo trimestre, mediante una semplice ecografia; successivamente può essere impossibile fare tale distinzione, che diventa fondamentale ai fini del sereno svolgimento della gravidanza.

Differenze tra gravidanza singola e gravidanza gemellare

Durante la gravidanza gemellare il corpo della gestante è più affaticato, ma già dalle prime settimane si adatta alla nuova situazione: la quantità di sangue aumenta e l’utero diventa più grande.
Entro la dodicesima settimana le madri di gemelli possono già assistere a un aumento di peso di 6 kg ed è probabile che arriveranno al parto con 17-20 kg in più.
A causa del forte affaticamento fisico, le madri di gemelli risentono più spesso dei disturbi della gravidanza:

  • nausea molto marcata;
  • la pelle sulla pancia comincia già nel secondo mese a dare prurito, perché deve iniziare a estendersi;
  • poiché i bambini fanno pressione sullo stomaco, le future mamme di gemelli soffrono più di frequente di bruciori; verso la fine della gravidanza molte possono mangiare molto poco;
  • il fiato corto è un disturbo frequente a causa dei molti kg di peso acquisiti;
  • la circolazione è affaticata; stare sedute, in piedi o sdraiate diventa più difficile;
  • aumento dell’insonnia perché il pancione rende difficile stare sdraiate;
  • presenza di accumuli d’acqua e vene varicose;
  • in caso di parti plurigemellari il pericolo di una gestosi (o preeclampsia) è maggiore.

Il parto

  • La gravidanza gemellare si considera a termine nella 37 settimana, quindi tre settimane prima di quella singola.
  • Qualche volta la nascita naturale può avvenire anche in giorni diversi.
  • Nel caso in cui i bimbi si presentino entrambi podalici, il parto cesareo è d'obbligo.
  • L'intervallo medio tra la nascita del primo bambino e quella del secondo è di 17 minuti, ma possono bastare pochi minuti o dover attendere alcune ore.
  • In alcuni casi di gemelli eterozigoti capita che uno dei due nasca prima del termine, mentre si cerca di protrarre il più possibile la permanenza in utero del secondo (anche di qualche settimana).
  • Più della metà dei bambini nati da una gravidanza gemellare pesano meno di 2 chili e mezzo.

Raccomandazioni generali per una serena gravidanza

  • non fumare, non bere alcolici, seguire una alimentazione corretta;
  • l’aumento di peso consigliato per una gravidanza gemellare è di 18-20kg;
  • per l’aumentato fabbisogno materno si raccomanda di assumere integratori di ferro, zinco, vitamine e altri minerali.

I principali rischi

Nel caso di gravidanza monocoriale monoamniotica, quindi un solo sacco condiviso dai due feti, i rischi si fanno più elevati, in quanto c’è la possibilità che i cordoni ombelicali si annodino come conseguenza dei movimenti dei gemelli. Purtroppo questa eventualità non è prevedibile, quindi, secondo gli esperti, l’unica precauzione possibile è programmare il parto a 32 settimane di gravidanza o prima, se c’è il sospetto che i cordoni siano annodati.

La gravidanza monocoriale biamniotica invece presenta in genere due complicanze:

  • La Sindrome da trasfusione feto-fetale, un’anomalia della placenta (condivisa dai gemelli) che fa sì che ad un gemello arrivi troppo sangue mentre all’altro troppo poco. Il gemello che riceve più sangue è definito “ricevente” mentre quello che ne riceve meno è definito “donatore”. I danni provocati da questa sindrome sono diversi: il ricevente deve far fronte ad un incremento di volume e di globuli rossi, cosa che può portare ad un parto pretermine. Il donatore invece, ricevendo poco sangue può subire un rallentamento della crescita. Per diagnosticare questa sindrome è necessario che la madre si sottoponga a tutti gli esami specifici tra cui la velocimetria doppler.
  • La mancata crescita di uno dei due gemelli, o IUGR dall’inglese Intra-Uterine Growth Restriction. Si parla di IUGR quando viene evidenziata con l'ecografia una discordanza nel peso stimato dei due feti superiore al 20-25%.

È importantissimo che la comparsa di tali complicanze sia diagnosticata quanto prima possibile in modo da ridurre al minimo i rischi.
È comunque essenziale sottolineare, che fortunatamente al giorno d’oggi la maggior parte delle gravidanze gemellari si svolge senza alcuna complicanza.

FONTE: SIEOG