17/02/2016 - Un più alto indice di massa corporea materna (BMI) è associato ad un aumentato rischio di mortalità infantile

E’ quanto afferma il risultato di uno studio di coorte americano pubblicato questo febbraio sul prestigioso Obstetrics & Gynecology

Lo studio ha esaminato nascite e morti infantili nel corso del 2012-2013. I dati riguardano 6.419,836 nascite e 36,691 casi di morte infantile in 38 Stati, e prende in esame l’indice di massa corporea materna (BMI) e l’aumento gestazionale del peso. 

Le categorie degli indici di massa corporea sono state così definite:

peso normale: indice di massa corporea tra i 18,5 e inferiore a 25 kg/m2; 

  • sovrappeso: BMI tra i 25 ei 30 kg/m2; 
  • obeso I: BMI tra i 30 e i 35 kg/m2 ; 
  • obeso II : BMI da 35 a meno di 40 kg/m2;
  • obeso III : BMI da 40 kg/m2 o superiore. 

Secondo lo studio il tasso globale di mortalità infantile in questa coorte era di 5,72 per 1000 nati vivi, ma con l'aumento del BMI materno è cresciuto a 5,9 per le madri obese I e a 8,2 per le mamme obese III. 

Gli autori hanno anche mostrato che le morti infantili legate a cause pretermine crescevano con l’aumentare del BMI, ed erano due volte più elevate nelle madri obese rispetto a quelle normopeso. La stessa valutazione per le morti infantili dovute ad anomalie congenite, più comuni nella categoria di madri obese. 

Infine, gli autori hanno anche mostrato come un aumento complessivo del rischio di morti infantili neonatali (<28 giorni) e post natali (28 giorni – 1 anno) è associato alle donne con BMI più alto. In particolare le madri obese III avevano un rischio di mortalità neonatale più elevato del 74% nei primi 28 giorni di vita, e superiore al 51% tra i 28 giorni e l’anno. 

I risultati di questo studio, secondo gli autori, evidenziano la necessità di ulteriori "ricerche sui benefici di uno sforzo a livello di sistema per prevenire l'obesità tra le donne in età riproduttiva." 

FONTE: Medscape