19/09/2012 - Yale University: si al parto naturale

Un recente studio condotto dalla prestigiosa università statunitense ha evidenziato come i diversi tipi di parto influiscano sulla produzione di una proteina, la Ucp2, coinvolta attivamente nella formazione dell’ippocampo, cioè l’area del cervello che si occupa del mantenimento della memoria e del controllo del metabolismo dei grassi.

Nelle cavie utilizzate per l’esperimento, si è potuto notare che il parto naturale innalzava i livelli di Ucp2, cosa che invece non succedeva con il cesareo.

A conferma del fatto che il parto naturale sia preferibile rispetto al cesareo c’è un secondo studio della stessa università di Yale, effettuato su neo-mamme durante le prime settimane di vita del bambino; questa ricerca ci mostra come le donne che partoriscono in modo naturale siano più affettuose e attente ai bisogni del proprio figlio.

Questo perché al momento del parto si rilasciano diversi ormoni, tra cui l’ossitocina (o “ormone dell’affetto”), che ha un ruolo fondamentale nel creare l’attaccamento madre-figlio.
Si pensa dunque che il taglio cesareo alteri la produzione di ormoni durante il parto, cosa che comporterebbe la diminuzione della sensibilità materna nel periodo successivo.

Insomma, il parto naturale, anche se temuto ed evitato da molte donne ormai, è preferibile in quanto utile a predisporre il corpo e la mente della madre perché possa accudire al meglio il proprio figlio.

Fonte: Plos One, Yale University