25/07/2011 - Depressione post-partum anche per gli uomini

Anche se non partoriscono, gli uomini soffrono ugualmente di depressione post-partum come le donne.
La differenza sembrerebbe riguardare l'insorgere del disturbo che, per i papà, può iniziare già durante la gravidanza, anche se il picco del disturbo, che colpisce 1 padre su 10 (sia prima che dopo il parto, contro 1 mamma su 7) è tra i 3-6 mesi di vita del bambino.

A porre l'accento sul problema è l'Istituto per la paternità inglese, dopo che un uomo di Gloucester è stato prosciolto dall'accusa di aver ucciso la figlia di 6 mesi perché soffriva di depressione post parto.
Proprio come le donne, gli uomini si trovano a dover gestire tutti i grandi cambiamenti che un figlio porta nella vita. ''Ormoni, mancanza di sonno - spiega Adrienne Burgess dell'Istituto - più responsabilità e stress pesano sui neopapà come sulle neomamme. E se la compagna è depressa, allora aumenta il rischio che lo diventi anche l'uomo''.

Nella maggior parte dei casi l’uomo lamenta la poca attenzione nei suoi confronti, la quale è invece concentrata sul bebè verso il quale la madre indirizza le sue cure; la causa principale della depressione post-partum maschile è quindi questo senso di “trascuratezza” che l’uomo sente, oltre alla mancanza del suo ruolo dominante all’interno del nucleo della famiglia.

Per curare i papà da questa sindrome è importante coinvolgerli fin da subito nella gravidanza, facendoli partecipare alle visite pre-natali, alla progettazione della nuova vita familiare e alla cura del neonato.

Ricordiamo che la depressione post-parto è un disturbo che colpisce in media il 10-20% delle donne nel periodo che segue il parto. Quando si manifestano dei disturbi dell’umore nella prime settimane dopo il parto, tuttavia, si preferisce parlare di baby blues, un disturbo piuttosto diffuso che si manifesta con sintomi più lievi rispetto alla depressione vera e propria. In alcuni casi regredisce spontaneamente dopo poco; in altri può peggiorare e divenire una vera e propria depressione.

Fonte: ANSA SALUTE