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Gravidanza a termine: le ultime settimane prima del parto

Quando si avvicina la data presunta del parto il nostro corpo invia dei segnali che devono essere monitorati e, proprio per questo motivo ed in questa fase, sono previsti alcuni controlli per verificare la crescita del feto e lo stato di salute generale della futura mamma.

In questo video, pubblicato dal Policlinico di Milano, la Dr.ssa Beatrice Tassis, medico ginecologo alla Clinica Mangiagalli, chiarisce ogni dubbio sui controlli da effettuare le ultime settimane prima del parto e su come avviene un’eventuale induzione.

In genere, la gravidanza viene considerata a termine dalla 37esima alla 42esima settimana. Anche se è meglio optare per una presa in carico precoce della donna dalla 36esima alla 38esima settimana sia per motivi clinici che organizzativi.

Quando si prende in carico una gravidanza a termine, la prima domanda che si fa alla mamma è se sente muovere il bambino.
Poi viene fatta un’ecografia ostetrica per valutare i parametri della crescita fetale: circonferenza addominale e cefalica, lunghezza del femore, quantità di liquido amniotico, posizione della placenta e del feto.
Si valuta inoltre la presenza di fattori di rischio e se quindi la gravidanza è fisiologica.

Nei controlli successivi si valuta la possibilità di parto analgesia, il benessere fetale, la pressione arteriosa, la presenza di contrazioni e dilatazione.
La visita ginecologica in quanto tale viene eseguita solo in presenza di contrazioni.

Non tutte le donne gravide partoriscono alla 40esima settimana, trascorsa la quale si intensificano i controlli dopo ogni 3-4 giorni…sino alla 41+2-4 giorni, in cui secondo le linee guida dovrebbe scattare il ricovero per induzione. In caso di gravidanza a rischio l’induzione viene anticipata di circa una settimana.
L’induzione si verifica in vari modi, decisi dopo la visita ginecologica che valuterà se impiegare il metodo farmacologico (somministrazione di prostaglandine) o il metodo meccanico (dilatazione del collo dell’utero con soluzione fisiologica).

L’induzione non è dolorosa ma semplicemente lunga, spiega la dottoressa nel video, in quanto l’obiettivo è quello di preparare il collo dell’utero al parto. Durante questo processo vengono costantemente monitorate le contrazioni e i parametri di vita fetale e della mamma.

L’epidurale si può fare quando insorge il travaglio attivo anche in caso di induzione.

Alla fine del video la dott.ssa ricorda che bisogna andare in ospedale con contrazioni ogni 5 minuti e della durata di circa 30 secondi ciascuna.

Guarda il video: