Care mamme, ecco delle raccomandazioni da non dimenticare…

Il parto e la nascita di un bebè sono eventi “naturali” e “normali”, anche se a volte le complicanze che possono insorgere possono essere drammatiche. Inoltre, nella “normalità” e “naturalità” del tutto, non bisogna dimenticare che parto e nascita sono eventi letteralmente sconvolgenti l’esistenza della donna e della coppia, nonché degli equilibri del nucleo familiare.

Per tale motivo, a Maggio del 1985, l’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ (OMS) ha redatto un documento che codifica “la scienza” e la “tecnologia” del parto, evidenziando alcuni elementi identificati come essenziali.

Le raccomandazioni dell’OMS si basano infatti sul principio che ogni donna ha il diritto fondamentale di ricevere un’assistenza prenatale appropriata, che la stessa donna deve svolgere un ruolo centrale in tutti gli aspetti di questa assistenza, compreso il pianificare, il portare avanti e il valutare l’assistenza stessa; infine che i fattori emotivi, sociali e psicologici sono decisivi per capire e porre in atto un’assistenza prenatale appropriata.

L’OMS ha anche sottolineato che le complicanze imprevedibili di questo evento “normale e naturale” possono rendere necessario l’intervento medico al fine di ottener un esito migliore: soprattutto in questi casi è richiesta una particolare assistenza umana e sociale ed una speciale sorveglianza clinica.

Affinché queste raccomandazioni non restino parole al vento, è necessario trasformare le strutture ed i servizi sanitari oltre che gli atteggiamenti degli operatori e la ridistribuzione delle risorse umane e fisiche.

Infine è fondamentale che gli esseri umani abbiamo la consapevolezza culturale che la vita e la morte ed il corso della natura stessa sono dimensioni spesso imponderabili nelle quali gli sforzi umani spesso non riescono a modificarne l’andamento.

Per questo vogliamo farvi conoscere un documento che spesso molti dimenticano: le “linee guida” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità” che spiegano a tutte le mamme in attesa “lo stato dell’arte” relativo al parto. L’obiettivo è quello di chiarire alcuni punti fondamentali e di sfatare miti e “leggende” raccontate sul parto.

Ci è sembrato importante pubblicare per vostra conoscenza queste “linee guida” al fine di chiarire a tutte le mamme in attesa “lo stato dell’arte” relativo al parto, di evidenziare alcuni punti fondamentali e di sfatare miti e leggende che spesso si raccontano sull’argomento.

Queste raccomandazioni devono rafforzare la donna e spingerla ad affrontare con coraggio e consapevolezza il momento più importante e significativo della propria vita.

RACCOMANDAZIONI SPECIFICHE OMS: “TECNOLOGIA APPROPRIATA PER LA NASCITA”

1. Il benessere psicologico della neo-madre deve essere assicurato non soltanto permettendo il libero accesso durante il parto ad una persona di sua scelta (membro della famiglia o no), ma anche favorendo la possibilità che lei riceva visite nel periodo post-natale.

2. Inoltre l’équipe terapeutica deve assicurare un supporto emotivo sia in presenza che in assenza di persone che accompagnano la donna e che non appartengono all’Istituzione.

3. A tutte le donne che partoriscono in un’Istituzione devono essere garantiti il rispetto dei propri valori e il diritto a porre in atto quelle pratiche che appartengono alla propria cultura, come il modo di vestire, sia se stesse sia il bambino, la consumazione di cibi culturalmente significativi, l’utilizzazione finale della placenta e altre manifestazioni inerenti alle proprie tradizioni. I servizi sanitari perinatali devono sforzarsi ad ogni costo di adattarsi a tali pratiche culturali senza mostrare pregiudizi per la loro efficacia.

4. Il neonato in salute deve restare con la madre ogni volta che le condizioni dei due lo permettano. Nessun processo di osservazione della salute del neonato giustifica la separazione dalla madre.

5. Si deve promuovere immediatamente l'inizio dell'allattamento al seno, perfino prima che sia lasciata la sala parto. L’allattamento costituisce l’alimentazione normale ed ideale del neonato e dà allo sviluppo del bambino basi biologiche ed effetti impareggiabili.

6. In gravidanza si raccomanda un’educazione sistematica sull’allattamento al seno, poiché attraverso un’educazione ed un sostegno adeguato tutte le donne sono in grado di allattare il proprio bambino al seno.

7. Si devono incoraggiare le madri a tenere il bambino vicino a loro e ad offrirgli il seno ogni volta che lo richiede. Si raccomanda inoltre di prolungare il più possibile l’allattamento al seno e di evitare le aggiunte: una madre in buona salute non ha bisogno del completamento dell’allattamento con aggiunte fino a 4-6 mesi di vita dl bambino!

8. I Paesi con bassa percentuale di mortalità infantile nel mondo hanno percentuali di cesarei inferiori al 10%. Chiaramente non c'è nessuna giustificazione, in nessuna regione geografica, per avere più del 10-15% di parti cesarei.

9. Non c'è nessuna prova che dopo un precedente taglio cesareo trasversale basso sia richiesto un ulteriore taglio cesareo per la gravidanza successiva. Parti vaginali, dopo un cesareo, dovrebbero essere di norma incoraggiati dove è possibile disporre di un servizio di emergenza per eventuale intervento chirurgico.

10. Non c'è nessuna prova che il monitoraggio elettronico fetale, fatto di routine, abbia un effetto positivo sull'esito della gravidanza. Il monitoraggio elettronico fetale dovrebbe essere eseguito soltanto in situazioni mediche particolarmente selezionate, rapportate all'alto tasso di mortalità perinatale, e nel travaglio indotto.

11. Quelle nazioni che dispongono di apparecchiature elettroniche e di personale qualificato, dovrebbero progettare e attuare ricerche al fine di identificare quei gruppi specifici di donne incinte che potrebbero trarre beneficio dal monitoraggio elettronico. Si ritiene che, fino al momento in cui tali risultati non saranno conosciuti, i servizi sanitari dovrebbero astenersi dall’acquistare nuove attrezzature.

12. Si raccomanda di controllare il battito cardiaco fetale attraverso auscultazione clinica sistematica frequente durante il primo stadio del travaglio; più frequentemente durante l'espulsione.

13. Non c'è nessuna indicazione per la rasatura del pube e per il clistere prima del parto.

14. Si raccomanda di non mettere la donna incinta in posizione e supina durante il travaglio e il parto. Si deve incoraggiare la donna a camminare durante il travaglio, ed ogni donna deve decidere liberamente quale posizione adottare durante il parto.

15. Si deve valutare e adottare la protezione del perineo attraverso metodi alternativi. L'uso sistematico dell'episiotomia non è giustificato.

16. Il processo di parto non deve essere indotto per comodità: l'induzione del travaglio dovrebbe essere riservata solo in quelle situazioni dove vi sono specifiche indicazioni mediche. Nessuna regione geografica dovrebbe avere un tasso di travaglio indotto più alto del 10%.

17. Durante il parto si dovrebbe evitare la somministrazione routinaria di analgesici o anestetici che non siano richiesti specificamente per correggere o prevenire complicazioni nel processo del parto.

18. Normalmente la rottura delle membrane non è richiesta fino a uno stadio abbastanza avanzato del parto. La rottura artificiale precoce delle membrane, come un processo di routine, non ha nessuna giustificazione scientifica.

19. Si dovrebbero promuovere ulteriori ricerche per valutare il minimo indispensabile degli indumenti speciali richiesti per coloro che assistono al parto e per il neonato.

Le raccomandazioni sono estratte dal documento del 9 Maggio 1985 “Tecnologia appropriata per la nascita” dell’OMS