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Il periodo preconcezionale: cosa si intende e le raccomandazioni del Ministero della Salute

Nel portale del Ministero della Salute, il periodo pre-concezionale è presentato come una fase importante del percorso che porta alla nascita. Viene quindi descritto come il periodo che precede il concepimento e la formazione degli organi embrionali.

Qual è la sua definizione?

Il periodo preconcezionale è il tempo che trascorre tra il desiderio della donna di avere una gravidanza, sia nell’immediato futuro che nel medio e lungo termine, e il momento in cui avviene il concepimento.

Di conseguenza la World Health Organization definisce cure preconcezionali qualsiasi intervento fornito alle donne in età fertile, che desiderano una gravidanza, ai fini di migliorare gli esiti della gravidanza e la salute futura delle donne, dei neonati e dei bambini.

Il periodo preconcezionale è un periodo che non può essere identificato con precisione, anzi è un arco di tempo variabile, a seconda che si riferisca a gravidanze programmate (circa 6 mesi) o a gravidanze non cercate (in questo caso si parla di anni). Infatti, se il concepimento non viene attivamente cercato ma non si usano contraccettivi, è molto probabile che il periodo preconcezionale vada avanti per anni.

Avere uno stile di vita sano nel periodo preconcezionale può incrementare le probabilità di concepimento, ridurre il rischio di problemi durante la gravidanza e migliorare il recupero dopo la nascita.

Quando si programma una gravidanza, è bene ricordarsi che le prime 2-3 settimane di sviluppo dell’embrione in genere avvengono senza che la donna avverta segnali e quindi senza che sappia ancora di essere incinta. La prima visita ostetrico-ginecologica avviene infatti circa 6-8 settimane dopo il concepimento.

Tuttavia, le prime di settimane di sviluppo dell’embrione sono decisive per la formazione dei vari organi del bambino.

Ecco perché in tutto il periodo preconcezionale occorre mettere in piedi dei comportamenti di prevenzione e uno stile di vita corretto per evitare il rischio di malformazioni nelle prime fasi dello sviluppo embrionale.

Gli interventi preventivi non possono garantire con sicurezza la nascita di un bambino perfettamente sano, ma hanno l’obiettivo non trascurabile di ridurre i rischi di alcune patologie.

Quali sono le raccomandazioni consigliate dal Ministero della Salute da adottare nel periodo preconcezionale?

  • Consultare il medico per avere un adeguato counseling prenatale.
  • L’assunzione quotidiana di acido folico fin dai mesi (almeno dal terzo) che precedono l’inizio della gravidanza.
  • Un’alimentazione equilibrata, varia, ricca di frutta e verdura e povera di grassi.
  • Evitare alcol, tabacco e sostanze stupefacenti.
  • Se la donna soffre di malattie croniche (ad esempio diabete, ipertensione, obesità, disturbi alla tiroide, ecc.) occorre predisporre con il proprio medico la terapia migliore in vista della gravidanza.
  • Verificare la presenza di condizioni genetiche nei futuri genitori che possono essere trasmesse al bambino e quali sono le misure per prevenirle.
  • Valutare anche i rischi di anomalie cromosomiche nel nascituro (es: sindrome di Down), associate all’età materna.
  • Eseguire le analisi del sangue per capire se sono indicate alcune vaccinazioni (es: rosolia e varicella).
  • Prestare maggiore attenzione alle norme igieniche e trattare, se sono presenti alcune infezioni, come quelle sessualmente trasmesse.

FONTI:

  • Salute.gov.it
  • http://www.who.int/pmnch/media/news/2012/borntoosoon_chapter3.pdf