Fumo passivo: da evitare anche nel periodo preconcenzionale

La ricerca ha dimostrato che smettere semplicemente di fumare non è sufficiente ad eliminare i rischi associati all'esposizione di sigarette.

Gli effetti negativi del fumo passivo sulla salute sono ormai noti a tutti, e soprattutto gli effetti sulle donne in gravidanza. Gli scienziati hanno infatti mostrato che il fumo di tabacco ostacola lo sviluppo del cervello di un bambino non ancora nato, anche se la mamma non ha mai fumato.

Il fumo passivo è caratterizzato dall’inalazione involontaria, da parte di persone che non fumano, di sostanze provenienti da sigarette, pipe o sigari di altri individui. Si può inalare se conviviamo con un fumatore oppure se frequentiamo locali o ambienti dove si fuma.

Ci sono circa 4.000 sostanze chimiche presenti nel fumo passivo, molte delle quali sono state correlate al rischio di cancro.

In particolare, i ricercatori di uno studio degli inizi del 2017 condotto dalla Duke University School of Medicine of North Caroline, hanno mostrato che l'esposizione al fumo passivo influenzerebbe lo sviluppo neurologico del feto, anche se tale esposizione è avvenuta prima del concepimento.

Nello studio citato, i ricercatori hanno esposto delle cavie agli effetti del fumo passivo, prima e dopo il concepimento. Le cavie sono state suddivise a seconda del periodo dell'esposizione: un gruppo prima dell'accoppiamento; un secondo nelle prime fasi della gestazione; un terzo nelle ultime fasi. Dopodiché i ricercatori hanno osservato i piccoli dei tre gruppi fino all'età adulta.

Il risultato mostrato è stato che le componenti chimiche nel fumo di tabacco hanno influenzato lo sviluppo fetale in tutti e tre i gruppi, compromettendo, seppure in misura diversa, le parti del cervello che governano l'apprendimento e la memoria, così come i circuiti di serotonina - la sostanza chimica che influenza l'umore e il comportamento emotivo.

Le conseguenze più gravi sono emerse con l'esposizione al fumo passivo nelle ultime fasi della gravidanza. Ciononostante, anche l'esposizione precedente al concepimento avrebbe influenzato lo sviluppo neuronale in maniera negativa.

Non è comunque noto come l'esposizione al fumo danneggi lo sviluppo del cervello fetale prima della gravidanza.

Infatti, gli studiosi affermano la necessità di approfondire la ricerca sulle cause degli effetti persistenti di alcuni dei componenti del fumo, che possono rimanere nel corpo per diversi giorni dopo l'esposizione. Si ipotizza che le sostanze chimiche presenti nel fumo potrebbero cambiare il metabolismo della mamma o lo stato ormonale, o potrebbero causare modifiche non genetiche alle uova, che influenzano la funzione cerebrale più avanti nella vita.

Il professor Theodore Slotkin, del Duke’s department of pharmacology and cancer biology, si è comunque mostrato soddisfatto dei risultati della ricerca: “Il nostro studio è il primo a dimostrare che l'esposizione prima del concepimento è potenzialmente dannosa…"…Questo risultato ha importanti implicazioni per la salute pubblica, perché rafforza la necessità di evitare l'esposizione al fumo secondario non solo durante la gravidanza, ma anche nel periodo preconcezionale; generalmente per tutte le donne di età fertile "…"Le implicazioni sulla salute pubblica dovrebbero essere evidenti".

Fonte: Duke University School of Medicine