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Cos’è e quando iniziare lo svezzamento?

Con il termine svezzamento si intende l’aggiunta di cibi solidi e semisolidi (in primis si introducono biscotti, pappe, frutta e minestrine) all’alimentazione con il solo latte.

Se la mamma continua ad avere il suo latte, il passaggio al cibo solido può avvenire anche nell’arco di 3-4 mesi.

Lo svezzamento viene iniziato in genere intorno al sesto mese, quando il bambino è pronto dal punto di vista psichico, motorio e digestivo. Deve avvenire in modo graduale per dare il modo al bambino di abituarsi sia fisicamente che mentalmente alla novità.

Le ragioni dello svezzamento sono quindi fisiologiche, in quanto il bambino ha nuove esigenze nutrizionali e di crescita che non vengono più soddisfatte dal solo latte materno o artificiale; inoltre il bambino ha raggiunto un livello di maturazione gastroenterica tale per cui può assumere senza danni e metabolizzare alcuni cibi solidi. Sarà quindi in grado di accettare il cucchiaino e gestire la deglutizione di cibi densi.

Svezzare un bambino al momento giusto significa evitare problemi come allergie e obesità che potrebbero presentarsi in futuro.

Se il bambino è allattato al seno, vale la pena aspettare fino a che abbia compiuto il 6 mesi prima di svezzarlo; in questo modo potrà sfruttare al massimo i benefici nutrizionali, immunologici e affettivi del latte materno. Inoltre, più sarà grande più sarà in grado di digerire le proteine allergeniche degli alimenti, scomponendole in molecole più piccole.

Se la madre lo desidera l’allattamento al seno potrà continuare nel secondo semestre di vita e nel secondo anno e anche oltre.

A volte, tuttavia, il latte materno può non bastare anche prima del sesto mese e può quindi verificarsi la necessità di integrare l’alimentazione con altri cibi. Il pediatra deciderà caso per caso e non è escluso che a partire dal quinto mese introdurrà il cucchiaino, anticipando così lo svezzamento.

In generale, lo svezzamento con cibi solidi non inizia mai prima del quinto mese (per evitare l’insorgere di allergie) ed è bene non ritardarlo oltre gli 8 mesi (per evitare carenze nutrizionali, soprattutto di ferro, zinco, vitamine A e D).

Quali raccomandazioni generali sullo svezzamento?

L’ordine con cui gli alimenti vengono introdotti durante lo svezzamento non riveste più l’importanza di un tempo e può variare in base alla preferenza del bambino e alla cultura gastronomica dei genitori e del pediatra.

La raccomandazione che invece rimane sempre valida è quella di non esagerare con l’offerta di cibi salati e ad alto contenuto proteico.

Meglio non eccedere con formaggio, formaggini e carne, che appesantiscono il metabolismo del bambino e possono anche influenzarne le preferenze future verso un’alimentazione meno sana (iperproteica e ipersodica).

Un altro errore da evitare è quello di aggiungere nel biberon biscotti e creme. Meglio aspettare sempre almeno il quinto mese e procedere secondo le linee guida dello svezzamento del proprio pediatra, specie se il bambino è allattato al seno.

Come capire se il bambino è pronto?

Oltre alla comparsa del primo dentino, altri aspetti ci fanno capire che il bambino è pronto nel passare ai cibi semisolidi e solidi:

  • il raddoppio del peso di nascita;
  • lo sviluppo motorio (capacità di stare seduto con la schiena ben eretta, di portarsi le dita in bocca e di afferrare gli oggetti);
  • capacità di coordinare i movimenti della lingua e del palato passando dalla suzione alla deglutizione;
  • la curiosità per quello che vede nel piatto dei genitori.

Fonte:

  • Opuscolo “Quando nasce un bambino” a cura del dott. Riccardo Davanzo. IRCSS – Ospedale Garofalo, Trieste
  • “Il nostro bambino – dalla nascita ai 3 anni” G. Settimo, G. Trapani