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Anatomia dell’allattamento materno: come si produce il latte materno?

I mammiferi hanno sviluppato la capacità di produrre latte per la propria prole ben 220 milioni di anni fa. I meccanismi preposti alla produzione di latte sono quindi antichi e allo stesso tempo ben collaudati.

Come è fatta la ghiandola che produce il latte?

La mammella è nel suo insieme ben più grande della ghiandola mammaria e questo significa che le sue dimensioni non sono in rapporto con la capacità di produrre latte. Mammelle di piccole dimensioni sono capaci di rispondere adeguatamente alle esigenze nutritive del bambino.

Anatomia seno

((fonte immagine: https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Figure_28_02_09.jpg)

La ghiandola mammaria è divisa in una decina di settori che drenano il latte prodotto indipendentemente l’uno dall’altro facendolo uscire da forellini separati in cima al capezzolo, che possono essere facilmente individuati quando il latte spruzza fuori con vigore dalla mammella.

Il capezzolo è prominente per orientare il bambino verso la fonte di nutrimento, più che per consentire al bambino di ancorarsi. Infatti, quest’ultimo quando poppa adeguatamente introduce nella bocca non solo il capezzolo, ma anche buona parte dell’areola intorno ad esso.

L’areola è inoltre dotata di ghiandolette rilevate lungo la sua circonferenza, capaci di rilasciare un liquido che ha azione protettiva (anche antibatterica) nei confronti dell’areola e una funzione di orientamento olfattivo per il bambino in direzione della fonte di nutrimento.

Come viene regolata la produzione di latte?

A distanza di circa 2-3 giorni dopo la fuoriuscita della placenta scatta la montata lattea, la produzione abbondante di latte, che gradualmente viene a sostituire il prezioso latte dei primi giorni, il colostro.

Gli ormoni coinvolti nell’allattamento al seno sono principalmente due e vengono rilasciati dalla mamma a seguito della suzione: la prolattina, che induce gli alveoli a produrre latte, e l’ossitocina, che aiuta a spremere la ghiandola, contraendo il tessuto muscolare intorno agli alveoli.

Più spesso e più a lungo il bambino ha occasione di succhiare al seno, maggiore è la produzione di ossitocina e prolattina.

Poiché le azioni dei due ormoni sono diverse, può succedere che la mamma produca latte a sufficienza ma non riesca a farlo fuoriuscire adeguatamente, perché il riflesso di emissione del latte non agisce bene.

Ad esempio, se la mamma è stressata o dolorante, tale riflesso è inibito e il latte non riesce a uscire bene, nonostante sia stato normalmente prodotto. Il relax, l’affetto, la sicurezza sono invece condizioni che favoriscono l’azione dell’ossitocina, e, quindi, il riflesso dell’emissione del latte.

Fonte:
Ministero della Salute –
Opuscolo “Quando nasce un bambino” (a cura del dott. Davanzo, IRCCS – Ospedale Burlo Garofalo, Trieste)