La maggior parte delle gravidanze dura tra le 38 e le 42 settimane, ma se un bambino dovesse nascere prima delle 37 settimane le probabilità che possa avere problemi di salute aumenterebbero.1
Infatti, le nascite premature sono associate:
- a rischi per la salute e lo sviluppo nell’infanzia
- a rischi per lo sviluppo di malattie metaboliche e croniche ad esordio in età adulta2
Dunque, quanto più precocemente nasce un bambino, tanto maggiore è il rischio di problemi di salute.1
Non a caso, alcuni neonati prematuri devono trascorrere le prime settimane o i loro primi mesi di vita ricoverati in ospedale nei reparti di terapia intensiva. Tra l’altro, alcuni neonati prematuri possono sviluppare patologie che durano per tutta la vita, come:
- problemi ai polmoni
- problemi all’intestino
- problemi al sistema immunitario
- perdita della vista
- perdita dell’udito1
Per questa ragione, i nati prematuri vanno considerati a più alto rischio di malattie croniche:
- del sistema respiratorio
- del sistema immunitario
- del sistema digestivo3
Addirittura, nei bambini nati prematuri sono più frequenti anche:
- problemi comportamentali
- problemi di apprendimento1
- problemi di linguaggio
- problemi di abilità sociali3
Parto prematuro, prostaglandine e Omega-3
Le cause del parto prematuro non sono ancora del tutto chiare. Tuttavia, si sa che, all’inizio del travaglio, entrano in gioco potenti ormoni chiamati prostaglandine. A volte le donne ne producono elevate quantità e quelle prodotte dagli acidi omega-6 possono causare un parto prematuro.1
Le prostaglandine sono responsabili della regolazione del flusso utero-placentare e l’acido grasso Omega-3 DHA (acido docosaesanoico) ne è un precursore.4
Perché gli Omega-3 sono importanti in gravidanza?
Gli acidi grassi omega-3 a catena lunga, presenti nel pesce,1 possono influenzare il metabolismo delle prostaglandine,* sostanze coinvolte nei processi che regolano il parto.1
Inoltre, gli acidi grassi essenziali e i loro derivati polinsaturi a catena lunga (LC-PUFA) svolgono funzioni strutturali nell’organismo, in quanto componenti delle membrane cellulari.4
Per di più, l’acido grasso Omega-3 DHA è anche fondamentale per lo sviluppo:
- del sistema nervoso
- della retina4
E dato che lo sviluppo neurocognitivo avviene soprattutto nel 3° trimestre, è proprio in questo periodo che la madre avrebbe più bisogno di questi nutrienti.4
Gli acidi grassi Omega-3
Gli Omega-3 sono acidi grassi essenziali polinsaturi naturali. Vengono chiamati “essenziali” poiché il corpo umano non è in grado di produrli. Dunque, vanno assunti attraverso i cibi che li contengono.3
- contribuiscono al mantenimento di livelli normali di trigliceridi nel sangue
- contribuiscono alla normale funzione cardiaca
- contribuiscono al mantenimento della normale pressione sanguigna*
In quali alimenti si trovano gli Omega-3?
Gli Omega-3 si trovano in molti cibi gustosi, quindi la loro assunzione non è un sacrificio.3
L’importante è la cottura. La frittura, per esempio, eliminerebbe gli effetti benefici degli Omega-3. L’ideale sarebbe cuocere:
- al vapore
- alla piastra
- al forno3
Gli acidi grassi polinsaturi, come l’acido docosaesanoico (DHA) e l’acido eicosapentaenoico (EPA) sono naturalmente disponibili in elevate quantità nei pesci grassi come:
- acciughe, aringhe, sgombri, sardine
- merluzzo nero, spigola
- salmone, tonno rosso2
- crostacei3
Si possono trovare anche:
- in semi (di lino, di girasole)2
- in noci e mandorle3
Gli Omega-3 sono presenti pure:
- nell’olio di pesce
- in oli vegetali3
Infine, altri ottimi fornitori di Omega-3 sono:
- lattuga, spinaci
- cavoli, broccoli
- piselli, lenticchie
- ceci, fagioli, soia3
Con gli Omega-3 si può ridurre il rischio di parto pretermine e pretermine precoce?
Una revisione Cochrane del 2018, che ha valutato l’integrazione degli acidi grassi polinsaturi Omega-3 durante la gravidanza, ha mostrato forti prove che affermano come un maggiore consumo di alimenti ricchi di PUFA Omega-3 o integratori era associato a una riduzione del rischio di parti pretermine.2
- Bassi livelli di acidi grassi polinsaturi Omega-3 a catena lunga (PUFA), come il DHA o l’EPA sono stati associati a un rischio maggiore di travaglio pretermine2
- Al contrario, un maggior consumo di alimenti ricchi di PUFA Omega-3 o di integratori è stato associato a una riduzione del rischio di parto pretermine2
LA REVISIONE COCHRANE
La revisione Cochrane è stata condotta presso il South Australian Health and Medical Research Institute.1
In questo aggiornamento:
- sono stati inclusi 70 studi clinici randomizzati controllati
- sono state coinvolte 19.927 donne a basso, misto e alto rischio di esiti negativi della gravidanza5
Inoltre, sono stati confrontati:
- interventi con acidi grassi polinsaturi a catena lunga Omega-3 (integratori e alimenti)
- placebo
- nessun Omega-35
Lo studio ha osservato una minore incidenza di parto pretermine nelle donne che assumevano una maggiore quantità di questi acidi grassi.1
Infatti, il parto pretermine <37 settimane e il parto pretermine precoce <34 settimane sono risultati entrambi inferiori nelle donne che avevano ricevuto gli Omega-3 rispetto alle donne che non li avevano ricevuti.5
Raccomandazioni sull’integrazione degli Omega-3 in gravidanza
Molte donne in gravidanza non mangiano pesce frequentemente. Incoraggiarle a mangiare pesce grasso (che generalmente presenta bassi livelli di tossine) o ad assumere integratori di acidi grassi polinsaturi Omega-3 potrebbe migliorare la loro salute e quella dei loro bambini.5
Effettivamente, l’assunzione di acidi grassi polinsaturi Omega-3 pare essere sicura durante la gravidanza e non è stato stabilito alcun limite potenzialmente dannoso. Anzi, la revisione Cochrane del 2018 ha concluso che non c’è nessuna prova di un aumento di eventi avversi né per le madri né per la prole.2
Per questa ragione, un consorzio di associazioni medico-scientifiche di esperti, sostenuto dalla fondazione benefica Child Health Foundation, dopo aver esaminato le prove disponibili, ha proposto una serie di raccomandazioni nel tentativo di ridurre il numero dei parti pretermine spontanei singoli aumentando l’assunzione materna di acidi grassi Omega-3. Tra l’altro, l’European Board & College of Obstetrics and Gynecology (EBCOG) appoggia pienamente queste raccomandazioni.2
- Orientativamente, per raggiungere la quantità raccomandata di DHA, sarebbe necesssario consumare almeno due o tre porzioni da 150g di salmone a settimana1
- In più, si consiglia alle donne in gravidanza (che aspettano un singolo bambino) di assumere quotidianamente, a partire dalla 12° settimana di gestazione, integratori di olio di pesce contenenti almeno 500mg di DHA. Dopotutto, non sembra essercis alcun beneficio aggiuntivo derivante da dosi più elevate.1
Fonti:
- Food and Behaviour (FAB) – Gli integratori di Omega-3 in gravidanza riducono il rischio di parto prematuro - https://library.fabresearch.org/viewItem.php?id=12225
- European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology (EJOG) – Apporto di acidi grassi Omega-3 in gravidanza per la riduzione del rischio di parto pretermine e pretermine precoce: una dichiarazione di posizione del Consiglio e Collegio Europeo di Ostetricia e Ginecologia (EBCOG) - https://www.ejog.org/article/S0301-2115(24)00057-5/fulltext
- Nativa – Omega-3 per ridurre rischio di parto prematuro - https://nativaprenatale.it/omega-3-per-ridurre-rischio-di-parto-prematuro/
- La Review dell’Ostetrica – Risultati: minor rischio di parto pretermine e di basso peso alla nascita. Quali sono le dosi raccomandate? - https://lareviewdellostetrica.com/2018/11/21/gli-omega-3-in-gravidanza-riducono-il-rischio-di-parto-pretermine-lo-studio/
- Cochrane – Integrazione di acidi grassi Omega-3 durante la gravidanza - https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD003402.pub3/full
* Le proprietà terapeutiche e i benefici associati ad alimenti/sostanze/nutrienti sono quelli previsti dai claims ufficialmente approvati e presenti nel Registro europeo: European Commission. EU Register of nutrition and health claims. European Commission
Data di pubblicazione: 19 ott 2026