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Gli obblighi e i doveri del datore di lavoro nei confronti delle donne in gravidanza

Il datore di lavoro è responsabile della tutela della sicurezza e della salute della lavoratrice. Quali sono gli obblighi del datore di lavoro quando la donna resta incinta?Diritti e doveri lavoratrice in gravidanza

I datori di lavoro devono essere consapevoli degli obblighi di tutela delle dipendenti in stato di gravidanza e nello stesso tempo le lavoratrici devono essere consapevoli dei propri diritti sanciti dalla normativa vigente.

Gli obblighi principali per il datore di lavoro sono:

  • Il divieto di adibire le lavoratrici durante il periodo di gravidanza al trasporto ed al sollevamento di pesi, nonché a lavori pericolosi, faticosi ed insalubri.
  • L’obbligo di valutare, nell’ambito e agli effetti della valutazione di cui all’art. 28, comma 1 del D. Lgs 81/2008, i rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici, in particolare i rischi di esposizione ad agenti fisici chimici o biologici, processi o condizioni di lavoro, nel rispetto delle linee direttrici elaborate alla Commissione dell’Unione Europea, individuando le misure di prevenzione e protezione da adottare.
    Ricordiamo che la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi è un obbligo per tutti i datori di lavoro di qualsiasi attività nella quale operi almeno un lavoratore o un addetto ad esso equiparato.
  • L’obbligo di informare le lavoratrici e i loro rappresentanti per la sicurezza, sui risultati della valutazione dei rischi e sulle conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate.
    Quest’ultimo passaggio è fondamentale e spesso viene dimenticato anche dalle aziende più attente; è importante dunque sottolineare che la mancata consegna dell’informativa alle lavoratrici espone l’azienda al rischio di sanzioni.
  • In caso di rischio, il datore di lavoro ha l’obbligo di assegnare la lavoratrice ad altra mansione compatibile con lo stato di gravidanza, anche modificando temporalmente le condizioni o l'orario di lavoro, informando del provvedimento adottato l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
  • Nel caso in cui il Datore di Lavoro non possa ricollocare la lavoratrice adibendola ad altre mansioni in attività non a rischio, lo stesso deve provvedere ad inoltrare richiesta di astensione per lavoro a rischio.
  • Per quanto riguarda il lavoro notturno, il datore di lavoro ha il divieto di adibire le donne al lavoro, dalle ore 24 alle ore 6, dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di 1 anno di età del bambino. (Art. 53 D. Lgs. 151/2001).

Dal canto suo anche la lavoratrice ha l’obbligo di:

  • comunicare per iscritto al Datore di lavoro lo stato di gravidanza
  • attenersi alle disposizioni ricevute dal Datore di Lavoro, che provvederà ad assegnarle compiti lavorativi compatibili con lo stato di gravidanza.
  • In caso di esami clinici in gravidanza da effettuare durante l’orario di lavoro, la lavoratrice, salvo casi di urgenza, provvederà a comunicare l’assenza con un congruo anticipo (almeno tre giorni) al Datore di Lavoro indicando la durata stimata dell’assenza. Successivamente fornirà documentazione giustificativa concernente data, orario di effettuazione e attestazione relativa alla necessità di svolgimento durante l’orario di lavoro.

RIFERIMENTI NORMATIVI:

  • Maternità e lavoro, Testo Unico D.Lgs. 151/2001
  • D.Lgs 81/08