Gli screening prenatali non invasivi, sviluppati negli ultimi 30 anni, si basano essenzialmente sull’analisi di marcatori biochimici sul sangue materno.1
I test prenatali non invasivi (NIPT), considerando la loro elevata sensibilità e specificità rispetto alle principali patologie cromosomiche, sono ormai considerati (dalle più importanti Società scientifiche del settore), oltre che non invasivi, strumenti di screening utili, innovativi e affidabili.2
COS’È IL NIPT
Il NIPT è un esame di screening prenatale, non invasivo, che si basa sull’analisi dei frammenti di DNA fetale libero circolante presenti nel sangue materno.3
Inoltre, lo screening prenatale non invasivo basato sul DNA:
- non è un test diagnostico
- definisce, su base probabilistica, la presenza nel feto di una specifica patologia indagata1
Il NIPT sostituisce la diagnostica prenatale invasiva?
Chiaramente il NIPT, essendo un test di screening, non consente di formulare una diagnosi, ma offre una risposta in termini di rischio.2
- Il NIPT non sostituisce gli esami diagnostici invasivi (amniocentesi e villocentesi), ma è un valido strumento di screening nella pratica clinica per identificare le pazienti con rischio elevato, meritevoli di maggiori approfondimenti dal punto di vista diagnostico con esami invasivi che hanno, anche se raramente, un rischio di danno materno e fetale.2
Dunque, il NIPT non è “sostitutivo” e perciò non evita di effettuare altre indagini che fanno parte integrante del monitoraggio della gravidanza come:
- le indagini cliniche
- le indagini laboratoristiche
- le indagini strumentali1
Per questa ragione, ogni risultato positivo deve essere confermato con una tecnica invasiva tradizionale (la villocentesi o l’amniocentesi).1
- Tuttavia, il NIPT riduce drasticamente il ricorso alle indagini diagnostiche invasive, abbattendo:
- il numero degli aborti collegati alle tecniche di prelievo dei tessuti fetali
- le possibili, seppur rare, complicanze per le gestanti1
Il NIPT è sicuro per la madre e per il bambino?
Il NIPT si distingue dai test diagnostici tradizionali, come l’amniocentesi e la villocentesi, per il suo approccio completamente sicuro e privo di rischi sia per la madre che per il feto.3
Mentre i test invasivi prevedono il prelievo di materiale biologico direttamente dal liquido amniotico o dai villi coriali (con un rischio, seppur minimo, di complicanze), il NIPT richiede solamente un semplice prelievo di sangue materno.3
Quando si può eseguire il NIPT?
E’ stato dimostrato che, a partire dal primo trimestre di gravidanza, è presente nel circolo ematico materno del DNA libero di origine fetale (cell free fetal DNA, cffDNA).1
Il NIPT, dunque, può essere eseguito a partire dalla decima settimana di gestazione.3
Infatti, il cffDNA può essere isolato precocemente (dalla decima settimana), quando raggiunge quantità sufficienti per il potenziale impiego clinico.1
La sua percentuale puo variare tra <4% (una quantità non utile per la diagnosi) e circa il 40%, con una media del 10% alla XII settimana.1
Il cffDNA, comunque, non sarà poi più reperibile nel circolo materno dopo qualche ora dal parto.1
CASI IN CUI IL NIPT È FORTEMENTE CONSIGLIATO
Il NIPT può essere eseguito da tutte le donne in gravidanza.3
Tuttavia, è fortemente consigliato in molti casi, soprattutto:
- dopo i 35 anni
- in presenza di test biochimici a rischio intermedio
- quando sussistono controindicazioni per l’esecuzione di test invasivi3
Per quali tipi di gravidanze è indicato il NIPT?
Il NIPT è indicato:
- sia in caso di gravidanza naturale o gravidanze ottenute tramite tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA)
- sia in caso di gravidanza singola o gemellare (fino a due gemelli)3
COME SI SVOLGE IL NIPT
Il NIPT si esegue attraverso un semplice prelievo di sangue.3
Più precisamente, il Test Prenatale Non Invasivo richiede il prelievo di 10-20 ml di sangue materno.1
Dopotutto, il suo obiettivo è identificare piccoli incrementi della frazione fetale (ff), ossia una porzione di frammenti di DNA circolanti nel sangue materno derivati dal concepimento.2
Infatti, questo prezioso materiale, che origina in realtà dalla placenta, si ottiene in modo non invasivo tramite un prelievo di sangue materno, diventando così utile per la ricerca di patologie cromosomiche:
- alcune possono essere ereditarie
- altre possono insorgere spontaneamente in qualsiasi gravidanza2
Tuttavia, il NIPT dove essere collegato e preceduto da un accurato controllo ecografico dopo l’XI settimana, effettuato da operatori accreditati nell’esame delle XI-XIV settimane.1
Nel caso in cui i dati ecografici suggeriscano un aumento del rischio di patologia cromosomica nel feto, deve essere valutata l’opportunità di eseguire direttamente una diagnosi prenatale invasiva per lo studio del cariotipo fetale (integrato eventualmente da altre tecniche).1
Quali sono le diverse tipologie di test?
Il principio dei protocolli del NIPT, indipendentemente dalla tecnica usata, si basa su comparazioni.1
Le tecnologie attualmente in uso si distinguono in due gruppi:
- MIRATE (o targhettate), che comprendono approcci tecnologici differenti e sono caratterizzate da un’elevata profondità di analisi e precisione concentrata su specifici cromosomi critici (associati a patologie note o ricorrenti)
- GENOMICHE, che hanno una bassa profondità di analisi distribuita su tutti i cromosomi e intercettano sbilanciamenti di grande taglia (su tutti i cromosomi)2
Dove e da chi viene analizzato il NIPT?
I CENTRI CHE EROGANO IL TEST devono avere competenze:
- nella diagnosi ecografica
- nella diagnosi prenatale1
Inoltre, devono essere in grado di fornire consulenze:
- nel pre-test
- nel post-test1
Tra l’altro, devono essere collegati:
- con un servizio di genetica medica
- con il laboratorio che effettua il test1
I LABORATORI CHE ESEGUONO I TEST:
- devono essere certificati
- devono partecipare ai controlli di qualità nazionali ed internazionali
- devono essere dotati di personale con competenze specifiche1
ANOMALIE RILEVABILI DAL NIPT
Le anomalie cromosomiche indagate dal NIPT riguardano solo una parte, sia pure significativa (50-70%), delle aberrazioni cromosomiche eventualmente presenti nel feto.1
È possibile identificare, attraverso il NIPT, eventuali alterazioni cromosomiche nel feto, come:
- TRISOMIA 21 (Sindrome di Down)
- TRISOMIA 18 (Sindrome di Edwards)
- TRISOMIA 13 (Sindrome di Patau)3
Possono essere rilevate, poi, anomalie strutturali, microdelezioni e il sesso fetale.3
Inoltre, altre anomalie rilevabili sono le anomalie dei cromosomi sessuali, come:
- Monosomia X (XO)
- Trisomia X (XXX)
- Sindrome di Klinefelter (XXY)
- Sindrome di Jacobs (XYY)3
Perché è utile rilevare precocemente anomalie cromosomiche?
L’essere umano possiede 23 coppie di cromosomi (46 cromosomi in totale): filamenti di DNA e proteine contenenti le informazioni genetiche necessarie per la costituzione e il funzionamento dell’organismo.3
Le anomalie cromosomiche sono condizioni in cui il numero o la struttura dei cromosomi possono essere diverse dal normale.3
Rilevare precocemente l’eventuale presenza di un’anomalia cromosomica consente, ai futuri genitori di pianificare adeguatamente:
- la gestione ostetrico-ginecologica
- il prosieguo della gravidanza e del parto3
È possibile conoscere il sesso del bambino tramite il NIPT?
Tramite il NIPT è possibile determinare, se desiderato, anche il sesso fetale (maschio o femmina come presenza o assenza del cromosoma Y).3
Qual è il livello di accuratezza del NIPT?
Pur non essendo un test diagnostico, il NIPT offre un livello di accuratezza molto elevato nello screening delle principali anomalie cromosomiche e consente, nella maggior parte dei casi, di evitare l’esecuzione di esami invasivi.3
Quanto è attendibile il NIPT per lo screening delle anomalie cromosomiche?
Per quanto riguarda la performance del test sul DNA fetale, sono state pubblicate dalla Fetal Medicine Foundation delle meta-analisi che ne hanno evidenziato l’elevato livello (sia in gravidanze singole che gemellari) con valori di sensibilità e specificità oltre il 98% per le trisomie 21.2
Più nel dettaglio, gli studi internazionali di validazione dei test sul DNA fetale nel plasma materno per le T21, T18, T13 hanno dimostrato una specificità >99% ed una sensibilità 92-99%.1
- La capacità di un test di classificare come positive le persone con la malattia è definito "sensibilità" (SENS).1
- La capacità di classificare come negative quelle senza la malattia è definita "specificità" (SPEC).1
Tuttavia, il NIPT è un test di screening, perciò misura la probabilità che il feto presenti un’anomalia genetica, ma non è concepito per formulare una diagnosi conclusiva.1
- La probabilità di un risultato falso negativo (cioè che non venga rilevata la presenza dell’anomalia genetica) è inferiore all’1%.1
Va comunque tenuto presente che alcune gravidanze con feto trisomico possono fornire un risultato di “bassa probabilità” e perciò non essere identificate1
- La probabilità di un risultato falso positivo (cioè che venga sospettata la presenza di un’anomalia genetica che di fatto non c’è) è inferiore a 0,1%1
VANTAGGI DEL NIPT
I vantaggi del NIPT sono:
- la PRECOCITÀ (dato che il test può essere effettuato a partire dalla settimana di gravidanza)
- la SICUREZZA (trattandosi di un prelievo di sangue materno periferico, e dunque di una metodica non-invasiva, il NIPT non è associato a rischi, contribuendo tra l’altro, alla maggior serenità della futura mamma)
- l’ELEVATA PREDITTIVITÀ (l’elevata capacità di individuare le gravidanze affette da trisomie fetali riduce al minimo il rischio di falsi positivi, che potrebbero indirizzare verso indagini prenatali invasive non necessarie)2
Che tipo di informazioni e conoscenze si ottengono dal NIPT?
Scegliendo di eseguire il NIPT, è possibile ottenere, in modo non invasivo:
- informazioni sullo stato cromosomico del feto
- informazioni precoci
- informazioni affidabili3
Il fine del NIPT, infatti, è quello di fornire informazioni corrette alle coppie che lo desiderano affinchè le successive scelte e decisioni siano fondate su conoscenze:
- il più possibile accurate
- precoci
- basate su protocolli che non mettono a rischio la gravidanza1
Ecco perchè, il NIPT è utile:
- nelle situazioni in cui i genitori desiderano un approfondimento maggiore sul benessere del nascituro
- quando esiste una storia familiare di anomalie cromosomiche3
Che ruolo gioca la consulenza prenatale nel NIPT?
È necessario che le donne che vogliono sottoporsi al NIPT:
- ricevano preliminarmente, attraverso un colloquio e, se indicato, una consulenza genetica, le informazioni necessarie a comprendere le caratteristiche del test e i suoi limiti, anche in rapporto alle altre tecniche di diagnosi prenatale disponibili
- sottoscrivano un consenso informato prima del test1
La CONSULENZA PRENATALE è parte integrante dello screening mediante NIPT e ha lo scopo di:
- definire le motivazioni che giustificano il ricorso allo screening
- fornire informazioni su:
- conoscenze che possono essere acquisite
- rischi
- benefici
- possibili conseguenze in rapporto alla percezione e all’accettabilità da parte dei genitori delle informative ricevute e delle decisioni da prendere
- possibilità di assistenza disponibili
- percorso per la donna/coppia nel caso in cui il risultato sia patologico1
Fonti:
- Ministero della Salute-Consiglio Superiore di Sanità – Linee Guida-Screening prenatale non invasivo basato sul DNA (Non Invasive Prenatal Testing – NIPT) - https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/imported/C_17_pubblicazioni_2381_allegato.pdf
- Fondazione Onda-Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere – Atti, Tavolo tecnico interregionale, Test prenatali non invasivi (NIPT) - https://fondazioneonda.it/ondauploads/2020/10/NIPT-ONDA_atti-tavolo-tecnico_DEF.pdf
- Next Lab Italy – La guida completa ai test prenatali non invasivi (NIPT) - https://nextlab.it/genetica/la-guida-completa-ai-test-prenatali-non-invasivi-nipt/