Presso l’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, i neonati prematuri potranno ascoltare la voce dei genitori o ascoltare le loro ninnananne sin dalle incubatrici, mentre sono ancora ricoverati nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale (Tin).
Secondo una review pubblicata su Acta Pediatrica, la voce materna (registrata o dal vivo) pare essere correlata a meno eventi cardiocircolatori e a una migliore stabilizzazione clinica.
Inoltre, uno studio italiano pubblicato su Early Human Development ha evidenziato come l’esposizione precoce alla voce materna riduca la frequenza cardiaca, migliorando al contempo sia gli esiti neurofunzionali che lo sviluppo automatico e il comportamento neonatale.
Il suono diventa, a tutti gli effetti, parte della cura di chi è nato pretermine grazie alla diffusione controllata del suono direttamente nelle incubatrici del reparto. I piccoli possono ascoltare ninnananne, melodie sentite durante la gravidanza e la voce delle mamme e dei papà tramite modalità compatibili con l’ambiente della terapia intensiva.
Il progetto è stato annunciato il 7 luglio 2026 e si inserisce in un percorso di umanizzazione delle cure che la Tin del Miulli porta avanti da tempo. Basti pensare all’apertura del reparto 24 ore su 24 per i genitori. Tra l’altro, nel reparto della Tin del Miulli sono già in uso incubatrici, monitor e pratiche di contatto. Tuttavia, l’introduzione della musicoterapia consentirebbe ai piccoli di “sentirsi a casa” prima ancora di varcarne la soglia, diventando parte dell’ambiente terapeutico in cui il neonato prematuro viene seguito giornalmente.
Rispetto al rumore dei monitor, degli allarmi delle apparecchiature, dei suoni dei dispositivi di ventilazione (a cui il neonato viene esposto per diverso tempo), la voce dei genitori si configura come un elemento di continuità tra la vita intrauterina e il tempo del ricovero (soprattutto quando il contatto fisico non è possibile).
L’obiettivo è quello di creare un ambiente riconoscibile per il bambino, dato che i neonati prematuri restano nelle incubatrici o in ospedale per più tempo e la Tin, solitamente, è un ambiente stressante dal punto di vista sensoriale.
Tra l’altro, è già attiva anche la marsupioterapia, pratica di contatto pelle a pelle tra neonato e genitore, utile sia per la stabilizzazione dei parametri vitali che per la termoregolazione. Infine, presso il Miulli, c’è anche l’unica family room della Puglia: un ambiente separato dal reparto dove i genitori possono trascorrere del tempo insieme prima della dimissione del piccolo, in modo che il passaggio dalla vita in ospedale alla quotidianità in casa possa essere graduale.
La musicoterapia in incubatrice, quindi, è un ennesimo tassello che si aggiunge a un modello già attento alla relazione tra neonato e famiglia.
FONTE: https://demografica.adnkronos.com/fertilita/musicoterapia-per-neonati-prematuri-ospedale-miulli-benefici-voce-genitori/
Data di pubblicazione: 19 ott 2026