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05/10/2016 -

Studio Bambin Gesù: latte materno indispensabile per formazione difese immunitarie



Secondo un recente studio condotto dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesu di Roma, il latte materno protegge il neonato donandogli dei batteri 'amici'.

Sappiamo infatti che l'allattamento nei primi giorni di vita è fondamentale per la costituzione del microbiota (insieme di microoganismi che compongono l’intestino umano) e per la formazione delle difese immunitarie del neonato.

Un kg e mezzo del nostro peso è composto dai microorganismi, la maggior parte dei quali si trovano nell’intestino, spiegano i ricercatori.

I microorganismi sono associati a diverse attività fisiologiche.

In pratica questi batteri svolgono la funzione di una “centrale biochimica” dell’intestino, dove si trasforma il cibo ingerito, si produce energia e si regola l’equilibrio delle popolazioni microbiche, che fanno da barriera contro gli agenti patogeni.

Lo studio ha mostrato sui topi l'evoluzione del microbiota nei primi giorni di vita, tenendo conto di due variabili:

  • l'allattamento
  • il patrimonio genetico materno

I topi neonati sono stati divisi in gruppi e sono stati nutriti con 3 diverse tipologie di latte: proveniente da madri naturali proveniente da madri adottive, latte senza immunoglobuline.

Si è quindi dimostrato che le comunità microbiche dei neonati nutriti con il latte delle proprie madri, contenente immunoglobulina A, sono ricche di lattobacilli, cioè batteri 'amici', mentre i batteri patogeni 'nemici' sono assenti o scarsamente rappresentati.

In conclusione il latte materno fornisce ai neonati una sorta di protezione costituita da batteri 'amici', che funge da barriera contro i batteri patogeni e protegge i piccoli dall'insorgenza di malattie. Non solo. Ma lo studio ha disegnato una mappa delle proteine presenti nel microbiota intestinale (il proteoma), individuando i batteri responsabili delle diverse attività metaboliche.

La ricerca del Bambin Gesù è stata pubblicata sulla rivista Frontiers in Microbiology del gruppo Nature.

Fonte: Ansa Salute