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Il “secondo cervello” della mamma: come l’intestino influenza l’umore della donna anche nel postpartum

Negli ultimi anni, numerosi studi hanno dimostrato che l’intestino non è solamente l’organo grazie al quale avviene la digestione, ma è un vero e proprio “secondo cervello”. Non a caso, il costante dialogo tra intestino e sistema nervoso prende il nome di asse intestino-cervello.1

Tra l’altro, solo recentemente, la ricerca ha permesso di conoscere, seppur parzialmente, come avviene la collaborazione tra i due organi, coniando addirittura il termine “cervello intestinale”.2

Ma che ruolo può giocare l’incidenza del microbiota nel postpartum, che è una condizione particolarmente delicata, associata ad un aumentato tasso di ricadute di molti disturbi psichici, in paticolare quelli dell’umore?3

La comunicazione intestino-cervello

Il cervello può modulare l’attività intestinale. Viceversa, il microbiota intestinale, ossia l’insieme di batteri che popolano l’intestino, può influenzare:

  • l’umore
  • la memoria
  • lo stress
  • la salute mentale1

Michael D. Gershon, responsabile del Dipartimento di Anatomia e Biologia cellulare della Columbia University, ha affermato, infatti, che “l’intestino, pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo, aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni e ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore. Insomma, l’intestino è la sede di un secondo cervello vero e proprio. E non a caso le cellule dell’intestino – spiega l’esperto americano – producono il 95% della Serotonina, il neurotrasmettitore del benessere”.2

Questo vuol dire che il cervello controlla le funzioni intestinalii, ma anche l’intestino può condizionare, a sua volta, le diverse attività cerebrali come l’umore, le emozioni, l’attenzione e la memoria.2

Per questa ragione, il microbiota è stato definito come un attore chiave della regolazione emotiva.1

Inoltre, questo ecosistema è in grado di produrre neurotrasmettitori fondamentali come:

  • Serotonina: l’ormone del buonumore, che regola sonno, appetito ed equilibrio emotivo (circa il 95% della Serotonina del nostro organismo viene sintetizzata nell’intestino)
  • Dopamina: coinvolta nei meccanismi di ricompensa, nel piacere e nella motivazione
  • GABA: riduce l’eccessiva attività del cervello e favorisce concentrazione e rilassamento
  • Acetilcolina: fondamentale per il controllo dei muscoli, per l’apprendimento e la memoria1

Donne, postpartum e microbiota

Circa il 13% delle donne viene colpita da:

  • depressione postpartum
  • intensa ansia
  • bassa autostima
  • sensazione d’incapacità a far fronte alle richieste del proprio bambino3

La ragione potrebbe essere un’alterazione del microbiota materno. Un recente studio, infatti, ha dimostrato come gli antibiotici assunti durante il parto possano portare all’insorgenza di sintomi depressivi fino ad un mese dopo la nascita del proprio figlio, facendo ipotizzare, dunque, che l’effetto disbiotico della terapia antibiotica possa contribuire alla comparsa dei sintomi depressivi.3

Disbiosi intestinale e relativo benessere-malessere mentale

Nel momento in cui l’equilibrio del microbiota si rompe, le conseguenze non si limitano all’apparato digerente.1

A confermarlo sono numerosi studi che collegano questa condizione, chiamata disbiosi, a disturbi come ansia e depressione, in quanto l’intestino in squilibrio invia segnali alterati al cervello tramite:

  • il nervo vago, che collega intestino e cervello e invia informazioni sulle condizioni dell’apparato digerente (in caso di disbiosi, però, questi segnali possono stimolare aree del cervello legate al controllo dell’umore)
  • i metaboliti batterici, che possono oltrepassare la barriera che protegge il cervello e influenzare sia i neuroni che le cellule immunitarie del sistema nervoso
  • l’infiammazione cronica, prodotta da molecole che alimentano l’infiammazione in tutto l’organismo, che interferisce nella produzione di neutrasmettitori come la Serotonina e che mette sotto pressione l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (il sistema che regola la risposta allo stress, rendendolo meno efficace)1

Lo studio a doppio cieco su 423 donne in gravidanza

In uno studio, condotto su 423 donne in gravidanza, è stato somministrato:

  • un probiotico Lactobacillus rhamnosus
  • un placebo3

Le donne reclutate si trovavano tra la 14° e la 16° settimana di gestazione e sono state divise in due gruppi di ricerca:

  • 212 donne hanno assunto il probiotico
  • 211 donne hanno assunto il placebo4

Per comprendere l’effetto del fermento lattico (somministrato in gravidanza e nel postpartum) sui sintomi della depressione e dell’ansia materna, le donne hanno ricevuto quotidianamente, per tutto il tempo dell’arruolamento allo studio, il probiotico o il placebo fino a 6 mesi dopo il parto, se allattavano al seno.4

Nello specifico, lo studio condotto dall’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, ha mostrato che le donne che avevano assunto i fermenti lattici presentavano una notevole riduzione dei sintomi di ansia e depressione dopo il parto.4

Il fine della ricerca era valutare gli eventuali effetti di ansia e depressione postpartum e dai risultati finali è emerso che le madri sottoposte al trattamento con il probiotico manifestavano una quota notevolmente minore di sintomi depressivi e ansiosi postpartum rispetto a quelle che erano state trattate con placebo.3

Le donne con sintomi di ansia, che avevano assunto il probiotico, sono state quasi la metà rispetto a quelle a cui era stato dato il placebo (30 donne a fronte di 55).4

Inoltre, i sintomi di depressione postpartum si sono stati manifestati solamente in 32 donne a cui era stato dato il fermento lattico (a fronte delle 44 sotto somministrazione di placebo).4

Insomma, il meccanismo biologico, che dimostra l’efficacia e l’effetto benefico di questo studio, è da ricondurre all’azione positiva che questo particolare probiotico esercita sulla produzione di Serotonina: l’ormone che favorisce, nel cervello, lo stato del buon umore.5

Come mantenere sano l’asse intestino-cervello

Il microbiota, composto da più di 1000 microrganismi presenti all’interno dell’intestino, ha funzioni importantissime:

  • trasforma le molecole assimilabili in sostanze che, altrimenti, non lo sarebbero
  • sintetizza sostanze come la vitamina K (essenziale per la coagulazione sanguigna)5

Prendersi cura del microbiota è, dunque, fondamentale, anche perché, come si è capito, contribuisce al benessere mentale. A tal proposito, la scienza conferma che l’alimentazione e lo stile di vita giocano un ruolo centrale per la salute del microbiota intestinale.1

La dieta gioca un ruolo fondamentale nella composizione del microbiota. Infatti, un’alimentazione povera di fibre, ma ricca di zuccheri, grassi industriali e cibi processati è tra i principali fattori di squilibrio.6

Come si ristabilisce, dunque, una nutrizione intelligente, capace di nutrire selettivamente i batteri “buoni”?6

L’ideale sarebbe assumere:

  • cibi fermentati, come yogurt e kefir (che forniscono batteri vivi che arricchiscono la flora intestinale)
  • omega-3, presenti nelle noci, nei semi di lino e di chia o nel pesce azzurro (che hanno effetti antinfiammatori e sostengono l’equilibrio del microbiota)
  • fibre prebiotiche come banane, asparagi e cicoria (che nutrono i batteri “buoni”)1
  • legumi ben cotti
  • cereali integrali come avena e farro
  • verdure prebiotiche come cipolle, porri e carciofi
  • frutta a basso impatto glicemico come mele, pere e frutti di bosco
  • grassi “buoni” come l’olio extravergine d’oliva6

Probiotici

I probiotici sono microrganismi vivi che, se assunti nelle giuste quantità, e per un determinato lasso di tempo, aiutano a mantenere in condizioni ottimali il microbiota intestinale.2

I più comuni, che si trovano in cibi come lo yogurt, ma vengono principalmente assunti sotto forma d’integratori, sono:

  • i Lactobacillus
  • i Bifidobacterium2

In alcuni studi clinici è stato dimostrato che alcuni probiotici:

  • migliorano gli indici di stress
  • sono in grado di ridurre ansia, irritabilità e sintomi depressivi1

Prebiotici

I prebiotici sono fibre alimentari, assunte con il cibo e non digeribili dagli enzimi gastrici, che arrivano immodificati nell’intestino, costituendo una fonte di nutrimento per i batteri intestinali, essendo anche responsabili di numerosi effetti positivi per la salute dell’organismo umano.2

Gli effetti positivi del ruolo dell’alimentazione e dei prebiotici, inoltre, sono stati confermati anche in vari ambiti del benessere psicologico.1

Psicobiotica e comunicazione bidirezionale

La comunicazione tra intestino e cervello è, dunque, bidirezionale e coinvolge:

  • connessioni nervose
  • vie endocrine
  • vie immunitarie
  • vie metaboliche1

Questa particolare tipologia di comunicazione, che mette in relazione microbiota intestinale e cervello tramite un complesso sistema di segnali neuronali, ormonali e immunologici, è spiegata dalla psicobiotica, una branca delle neuroscienze che studia gli effetti del microbioma intestinale sulla mente.2

È proprio in questo contesto che sono nati gli psicobiotici: una nuova generazione di probiotici che è stata studiata per sostenere la salute mentale.1

Non a caso, l’assunzione di determinati ceppi batterici:

  • può abbassare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress
  • può portare benefici sia sull’ansia che sulla depressione1

È ovvio, però, che i trattamenti medici convenzionali per i disturbi dell’umore o per i problemi di salute mentale non devono essere dimenticati.1

“Secondo cervello” sano grazie alle buone abitudini

La strategia più prudente ed efficace sarebbe un vero e proprio approccio integrato tra:

  • alimentazione sana
  • supporto medico
  • stili di vita equilibrati, con attività fisica regolare, sonno di qualità e riduzione dello stress1

In effetti, il microbiota risente delle scelte quotidiane (come viene gestito lo stress, come si respira, quante ore si dorme e se si pratica attività fisica). Ecco perché, per abbassare il cortisolo, calmare il sistema nervoso, proteggere la flora batterica e favorire la sintesi di Serotonina, viene consigliato di:

  • respirare lentamente, ma in modo consapevole
  • praticare la meditazione quotidiana
  • svolgere attività fisica moderata
  • esporsi alla luce naturale e dormire bene6

Solamente così si potrà mantenere stabile l’asse intestino-cervello.1

Fonti:
  1. Dipartimento di Medicina Traslazionale-Università del Piemonte Orientale – Lo sapevi che… l’intestino parla con il cervello? - https://www.agingproject.uniupo.it/lo-sapevi-che-lintestino-parla-con-il-cervello/
  2. Dott.ssa Chiara Venturi-Psicologa e Psicoterapeuta – Psicobiotica: l’intestino, il secondo cervello - https://www.chiaraventuri.it/psicobiotica/
  3. Pacini Editore Medicina-Medicina generale – L’incidenza del microbiota nel postpartum - https://www.pacinimedicina.it/lincidenza-del-microbiota-nel-postpartum/
  4. EbioMedicine Vol. 24 – Effect of Lactobacillus rhamnosus HN001 in Pregnancy on Postpartum Symptoms of Depression and Anxiety: A Randomised Double-blind Placebo-controlled Trial - https://www.thelancet.com/journals/ebiom/article/PIIS2352-3964(17)30366-3/fulltext
  5. insalutenews.it – Ansia e depressione post-partum, uno studio dimostra l’efficacia di un fermento lattico - https://www.insalutenews.it/in-salute/ansia-e-depressione-post-partum-uno-studio-dimostra-lefficacia-di-un-fermento-lattico/
  6. Genomix 4 Health – Microbiota e salute mentale: l’intestino influenza ansia, stress e depressione - https://www.genomix4health.com/microbiota-salute-mentale/
Data di pubblicazione: 20 lug 2026